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L’importanza di essere aziende 2.0

L’awareness, la visibilità di un’azienda di questi tempi è necessario che derivi anche da una sua puntuale presenza in internet, dall’attivazione delle leve del marketing relazionale, dall’utilizzo dei social media e degli spazi di social networking.

Diego Masi, persidente di AssoComunicazione, definisce Whole Brand Reputation il posizionamento integrale della marca, in cui la comunicazione è fatta di pianificazione strategica che agisce con creatività e metodo soprattutto sulle relazioni rese possibile dalla Rete: ” fino a oggi c’era l’Immagine, adesso c’è la Reputazione”.

È necessario trattare i propri clienti come “stakeholder” e non più solo come fruitori del brand: il cliente da consumer è diventato prosumer e partecipa attivamente alla definizione dei valori di marca (“Il brand è l’insieme delle percezioni nella mente dei consumatori” – Colin Bates), ai processi produttivi e alla creazione di awareness.
Si può dunque costruire una buona brand reputation solo dotando l’azienda di strumenti diversificati finalizzati a “farsi conoscere” e rendere possibile una connessione diretta con i propri utenti:

  • il corporate blog dal quale parlare delle proprie attività;
  • lo spazio Flickr per creare “digigrafie” aziendali;
  • il proprio canale YouTube personalizzato, quasi fosse una webTV di brand;
  • gli account su Scribd, Slideshare e Issuu per condividere documenti, presentazioni, portfolio lavori, pubblicazioni, house organ etc. etc.;
  • il LinkedIn Company Profile come panoramica del business network aziendale;
  • l’account su Twitter e/o Facebook sui quali far “rimbalzare” le proprie news aumentando la portata dell’audience;
  • poi ancora FriedFeed per aggregare tutti i contenuti dei social media citati in precedenza
  • e Google Reader per seguire tutti quelli reputati interessanti…

Potrei continuare ancora: tutti questi sono mezzi attraverso i quali rendere trasparenti i legami dell’organizzazione, utenti compresi. E successivamente come si può gestire tutto quanto? Un aiuto può venire dall’aggregatore di social media che letteralmente “contiene” quasi tutti gli spazi citati, permettendone l’aggiornamento senza mai cambiare interfaccia: Yoono, per me una recente scoperta: irrinunciabile!

L’importante è comunque che tutto sia inserito in un piano strategico ben congegnato, ma di questo vi dirò di più in uno dei miei prossimi articoli su Brand Care magazine. ;)

Leggi anche:
- 1° giugno 2010: Queimada – Brand Care a Bologna per AperitivoduepuntozerO
- Viral Video Falstival – dal 30 maggio al 3 giugno a Bologna
- Strumenti per raccontare un’azienda
- Costruire il vantaggio competitivo di un’azienda

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Posted on: giovedì, maggio 27th, 2010 by alessandra colucci

Categorie: Brand | Business | Comunicazione | Marketing | News | Tecnologie & Web.

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