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Lo switch-off del New York Times

Ne avevamo già parlato il 5 novembre scorso: i colossi dell’informazione stampata proseguono la loro marcia di avvicinamento al web, scommettendo sull’intenzione dei lettori di informarsi e comunicare attraverso la rete, abbandonando il cartaceo.

Le strategie commerciali sono varie e variegate: accesso garantito tramite computer, smartphone o Kindle, con modalità di adesione che vanno dal metodo “meter” (si paga solo dopo aver oltrepassato una soglia di accessi in un periodo di tempo dato, è il caso per esempio del Financial Times) a quello “integrale” (in cui si acquista l’accesso illimitato in modalità abbonamento).

Come preannunciato, nei prossimi giorni sarà la volta di uno dei più importanti quotidiani del mondo, il New York Times, che sta per dare luogo al definitivo switch-off, dopo il quale le sue pagine saranno consultabili attraverso il metodo “meter”, appunto, sia nella formula mensile che, in versione ridotta, esclusivamente nei fine settimana.

Ovviamente la pianificazione del NYT comprende anche un avvicinamento progressivo verso l’universo dei social media, che parte da una presenza ragionata su Twitter ( http://twitter.com/nytimes ) e Facebook ( http://www.facebook.com/nytimes ). In questo modo i manager della testata stanno tentando di migliorare la qualità del rapporto con l’utenza, offrendo un valore aggiunto che fa leva sulle caratteristiche specifiche dell’online.
Un accorgimento molto utile considerando che siamo in una fase molto singolare del processo di digitalizzazione mediatica, in cui un lettore – nel caso dei quotidiani -  può potenzialmente scegliere tra vari organi informativi a pagamento e moltissime piattaforme free, spesso di buona qualità.

Solo con una iniezione di innovazione, insomma, i vari esperimenti di “pay-to-read” informazionale (accanto al New York Times troviamo il Financial Times, il Times e il Sunday Times) potranno concludersi positivamente, dato che la maggioranza degli utenti non considera ancora del tutto culturalmente legittima, o se si vuole del tutto conveniente, la consultazione onerosa.

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Posted on: lunedì, gennaio 24th, 2011 by vincenzo bernabei

Categorie: Brand | Business | Comunicazione | Culture | Marketing | News | Tecnologie & Web.

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