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La definitiva affermazione del 3D tra film, devices, console e tv

Il fenomeno 3D sembra ormai inarrestabile. Un mercato in espansione che prevede l’immissione sul mercato di film, devices portatili, console e nuove sale cinematografiche.

Dopo Avatar il cinema non è stato più lo stesso (e c’era da aspettarselo). In particolare, il mercato pare essersi attivato improvvisamente su un settore che prima del film di Cameron non era altro che una nicchia sperimentale, cioè il 3D. Ne è un chiaro esempio la vicenda della Philips: poco più di due anni fa l’azienda annunciava timidamente uno schermo 52 pollici con  HD 1080p, dalle caratteristiche tecnologiche per allora all’avanguardia: tempi di risposta di 8 millisecondi, 700 cd/m2 di luminosità e un rapporto di contrasto di 2000:1. L’anno successivo, però, la stessa Philips informava i rivenditori che le scorte di apparecchi 3D erano “ad esaurimento”, vale a dire che una volta terminate, non ci sarebbero state più monitor a disposizione, e questo per un chiaro ridimensionamento degli investimenti in un settore che non sembrava più promettere miracoli. Niente di più sbagliato.

Alla fine del 2010 le sale cinematografiche che ospitavano schermi 3D nel mondo erano ben 15mila, con un incremento di quasi il 100% rispetto al 2009. In più, la corsa verso il supporto 3D domestico migliore si era già scatenata, con i principali attori di mercato sul piede di guerra. Secondo alcuni il 3D si affermerà definitivamente come fenomeno domestico solo quando saranno eliminati i fastidiosi occhialini di supporto, per altri invece il mercato dà sufficienti risposte anche nell’attuale forma di fruizione.

Fatto sta che un colosso come LG ha già annunciato grandi novità sul primo fronte, e conta di lanciare un monitor stereoscopico privo di occhiali nei prossimi mesi, da installare non solo in salotto ma anche su devices di piccole dimensioni, cioè tablet, smartphone e portatili. Addirittura si conta di produrre un innovativo schermo 3D touchscreen per device mobili da 4,3 pollici glasses-free, con una parallasse angolare molto ampia, in grado perciò di decodificare immagini tridimensionali senza l’utilizzo ulteriori dispositivi.

Dal canto suo Toshiba ha già commercializzato in terra nipponica tre modelli di schermo, rispettivamente da 12, 20 e 40 pollici, sempre privi di occhiali, due dei quali pronti a essere venduti anche nel Vecchio Continente a partire da questa primavera. E non è tutto: per la prima volta Panasonic, dopo aver risolto le problematiche connesse ai tempi di visualizzazione dell’immagine (ora si parla di 2 millisecondi), applica il 3D su schermi non al plasma nella sua nuova gamma Vieira, e utilizzerà per visualizzare contenuti tridimensionali gli LCD con retroilluminazione LED.

Sotto l’aspetto distributivo, sempre più fiorente è la circolazione di pellicole in 3D, e ormai non si tratta solo di film fantastici, di fantascienza o animati. Solo nel mese di febbraio saranno a disposizione nelle sale: Animals United 3D (Germania); Burlesque (USA) di Steve Antin con Kristen Bell, Christina Aguilera e Cher, Che bella giornata (Italia) di Gennaro Nunziante con Checco Zalone; Femmine contro maschi (Italia) di Fausto Brizzi con Ficarra e Picone, Claudio Bisio, Serena Autieri, Luciana Littizzetto, Nancy Brilli e Emilio Solfrizzi; Gianni e le donne (Italia) di Gianni Di Gregorio; I fantastici viaggi di Gulliver 3D (USA); Il discorso del Re (Australia/GB) di Tom Hooper con Colin Firth; Il truffacuori (Francia); Immaturi (Italia) di Paolo Genovese con Ambra Angiolini, Raoul Bova, Ricky Memphis, Luca Bizzarri e Barbara Bobulova; Into Paradiso (Italia) di Paola Randi; Parto col folle (USA) di Todd Phillips con Robert Downey Jr.; Qualunquemente (Italia) di Giulio Manfredonia con Antonio Albanese, Sergio Rubini; Rabbit Hole (USA) di John Cameron Mitchell con Nicole Kidman; Vallanzasca – Gli angeli del male (Italia) di Michele Placido con Kim Rossi Stuart e Valeria Solarino.

Occhialini o no, siamo probabilmente di fronte a un fenomeno irreversibile, che muterà definitivamente la nostra modalità di visione e il rapporto che abbiamo con i prodotti culturali audiovisivi.

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Posted on: venerdì, febbraio 18th, 2011 by vincenzo bernabei

Categorie: Brand | Business | Comunicazione | Culture | News | Tecnologie & Web.

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