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Mac vs PC: lo scontro eterno tra brand titani

Hunch.com ha da poco condotto una ricerca in cui si evidenziano le differenze di autopercezione tra utenti Apple e Microsoft. Tra scelte politiche, modi di divertirsi, gusti televisivi e musicali, si evidenziano posizioni diverse addirittura sulla cucina etnica, sui party e la Pepsi Cola

Quando ho visto questa infografica per prima cosa ho pensato: ma ha ancora tanto senso dividersi nettamente tra pc users e Mac users? In altri termini: può una dicotomia così “datata” nell’universo del digitale aiutarci a interpretare i comportamenti di consumo, le tendenze e i gusti degli attuali consumer?
Dando uno sguardo ai dati la risposta che mi sono dato è: “sì, purché si tenga conto dei mutamenti di contesto che hanno caratterizzato il mercato globale nell’ultimo periodo”.

Apple e Microsoft negli ultimi anni da un lato hanno diversificato e ristrutturato la loro offerta entrando prepotentemente in nuovi segmenti di mercato, primi tra tutti quelli degli smartphone e dei tablet, allargando ulteriormente il solco che li divideva; dall’altro, per certi versi, hanno invece fatto delle scelte strategiche che li hanno progressivamente portati a conformarsi su parametri che qualche anno fa erano dirimenti per le due opposte fazioni.
Penso ovviamente al famoso annuncio del giugno 2005, quello in cui Steve Jobs dichiarò che i futuri Mac avrebbero montato processori Intel, con grande sdegno dei puristi della Mela, ma anche all’attenzione che oggi molte aziende produttrici di pc e di software Windows-based dedicano al design delle macchine e a quello delle interfacce: un’attenzione storicamente appannaggio del team di Cupertino, ma che oggi è riscontrabile (seppur con risultati ancora non omogenei) nella filiera produttiva dell’”altra sponda”.

Certo, alcune altre considerazioni sono d’obbligo: prima di tutto il mio non è un parere tecnico (leggasi: tecnologico) in senso stretto, dato che mi interesso principalmente di brand e di processi culturali e non sono esattamente uno “smanettone”; c’è poi da aggiungere che il campione preso in considerazione nell’infografica è relativamente ristretto, e rispecchia un panel di intervistati abbastanza competenti e “polarizzati”, che non aderisce completamente alle tendenze generali del mercato digitale (il 25% degli intervistati, per esempio, in questo caso è composto da Mac user, mentre a livello globale i fan della Mela sono poco meno dell’11%, una frangia ancora decisamente minoritaria rispetto all’89% di utenti pc).

Ciò detto, divertitevi a confrontare le risposte date dagli amanti della Microsoft con quelle dei seguaci di Jobs e, al di là della vostra posizione, vi convincerete ancora una volta della potenza che i brand detengono nella fase storica e sociale che viviamo. Le marche sono soprattuto marche semantiche e comportamentali, e concorrono in maniera decisiva a tracciare il profilo identitario dei consumatori del terzo millennio.

Ps: per chi non mi conoscesse, e lo ritenesse importante, sono un Mac user convinto (anche se l’aggettivo “convinto” è superfluo quando si parla dei fan Apple :) )


via visual.ly, hunch.com

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Posted on: martedì, agosto 16th, 2011 by vincenzo bernabei

Categorie: Brand | Business | Comunicazione | Culture | Marketing | News | Tecnologie & Web.

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