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Stampare gli oggetti (e farli volare)

La stampa degli oggetti sembra essere l’ultima frontiera del design partecipativo. Con alcuni spot virali la MakerBot Industries, leader del settore, fa marketing sensibilizzando i consumatori sui suoi nuovi prodotti.

Secondo Donald A. Norman, un famoso ricercatore esperto di psicologia e scienze cognitive, nonché ingegnere elettronico che in passato ha svolto ricerche sulle tecnologie avanzate per la Apple e per la Hewlett Packard, il futuro del design sta nella stampa 3D (intesa come stampa degli oggetti).
Il vero design partecipativo secondo Norman sarà quello in cui ciascuno di noi potrà stampare in digitale gli oggetti che desidera, immettendo semplicemente dei dati sul proprio computer e cliccando sul tasto “print”, come già avviene quotidianamente per qualsiasi tipo di documento.

Per adesso, dati i costi di tali tecnologie, la stampa 3D è appannaggio delle imprese che possono permettersi di investire su macchine digitali dedicate, come per esempio la MakerBot Industries, che recentemente si è resa protagonista di un paio di campagne virali interessanti.

In una i responsabili marketing della MakerBot hanno puntato sulla celebrità di Stephen Colbert, un famoso presentatore-comico statunitense, il quale ha prestato il proprio volto per una stampa tridimensionale che ha viaggiato fino alla… stratosfera.  Proprio così: un team ha predisposto un sistema di ripresa connesso a un trasmettitore GPS che successivamente è stato spedito in aria. Le immagini registrate, che sono diventate in poco tempo un must su YouTube, mostrano il sorridente volto (riproposto in un curioso pvc verde) di Colbert mentre vola nei cieli degli Stati Uniti.

In un altro esperimento-spot, invece, si vede una stampa 3D di un disco che funge sia da vinile (ed è quindi leggibile attraverso una comune testina ripescabile dalle soffitte dei nostri genitori), sia da supporto digitale (decodificabile da un lettore dvd).

Ah, dimenticavo: già che cisono vi segnalo due imperdibili libri di Donald A. Norman: l’insostituibile (anche se un po’ datato) La caffettiera del masochista. Psicopatologia degli oggetti quotidiani e il nuovissimo Vivere con la complessità. Due bei saggi sulla user experience.

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Posted on: lunedì, agosto 22nd, 2011 by vincenzo bernabei

Categorie: Brand | Comunicazione | Marketing | News | Tecnologie & Web.

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