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Aumenta la fiducia degli italiani nei confronti dell’ecommerce

Le ultime ricerche sul rapporto tra gli italiani e l’ecommerce confermano ciò che già appariva nelle ultime rilevazioni, e cioè un costante aumento delle pratiche di consumo via web e mobile da parte dei consumer del nostro Paese. A guidare la crescita è sempre il turismo, con l’incursione negli ultimi mesi del ticketing e del couponing.

Fino a qualche anno fa sembrava che l’ecommerce italiano fosse destinato a rimanere in uno stato dormiente per tanto tempo ancora. Troppi, infatti, parevano gli ostacoli da superare, due su tutti: il digital divide e la scarsa fiducia nella transazioni online.
I rapporti di settore, però, a un certo punto hanno iniziato a registrare un’inversione di tendenza. Pur rimanendo molto distante dagli altri mercati europei e da quello statunitense – e, per certi versi, proprio grazie anche a questo differenziale -  il B2C online del nostro Paese sembra avere enormi magini di crescita, con il decisivo traino di alcuni comparti merceologici.

L’ultima ricerca Netcomm – Politecnico di Milano conferma i riscontri positivi che già si erano avuti nei rilevamenti di metà anno. In particolare, l’incremento del volume di scambi sul web fa registrare un’impennata di quasi il 20%, con un ritmo che si rivela ben superiore a quello del Regno Unito, della Francia (che pure tocca il 12%), della Germania e degli Stati Uniti. Le esportazioni negoziate online sono cresciute del 32%, e derivano soprattutto dai buoni risultati ottenuti nel campo del turismo e dell’abbigliamento (settore che si conferma rispettabile biglietto da visita per il nostro sistema, visto che accumula la metà dei suoi ricavi oltre i confini nazionali).

I ricavi derivanti dall’import passano invece dai 2,2 miliardi di euro del 2010 ai 2,5 dell’anno in corso, e a farla da padroni in questo caso sono i grandi player del trasporto aereo come Ryanair ed Easyjet, oltre ai tour operator leader di mercato e ai rivenditori di beni di consumo connessi all’elettronica (eBay in primis).

Nel complesso, è evidente come continuino a essere principalmente i servizi a influire sui buoni risultati di sistema. Infatti essi costituiscono circa il 75% delle transazioni, con il turismo che da solo vale la metà delle vendite. Da notare come nel panorama generale si stiano facendo spazio le ricariche telefoniche e l’acquisizione di biglietti per eventi, mostre e concerti (ticketing), ma soprattutto il consumo di prodotti e servizi acquisiti tramite coupon (con soggetti come Groupon, appena quotato in borsa, e Groupalia in prima fila).

Accanto al web, però, nella compravendita è in crescita anche il comparto mobile, sia sotto forma di app che di siti ottimizzati per gli smartphone. In questo contesto l’incremento delle transazioni supera il 200% negli ultimi 12 mesi, e – come più volte ribadito in questo sito – il dominio di iOS nella fattispecie è evidentissimo, visto che ben l’80% del volume di scambi è ascrivibile a operazioni condotte attraverso iPhone.

Infine, qualche considerazione sui consumer. Chi sono,e che stile di consumo adottano i protagonisti italiani di questa piccola rivoluzione digitale? Si tratta di circa 9milioni di persone, vale a dire un terzo degli utenti internet complessivi, distribuiti nella Penisola seguendo una marcata differenziazione territoriale, visto che solo il 15% degli acquisti avviene nel Sud Italia. Nella maggior parte dei casi preferiscono comprare da organizzazioni straniere, che spesso investono in personale preposto alla declinazione dei contenuti globali delle loro aziende nel contesto italiano, e quest’anno in media hanno superato la soglia dei mille euro per persona spesi per ottenere prodotti e servizi passando per l’online.

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Posted on: lunedì, novembre 14th, 2011 by vincenzo bernabei

Categorie: Business | Comunicazione | Culture | Marketing | News | Tecnologie & Web.

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