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Il 2012 desiderato dagli Italiani? Casa, famiglia, lavoro e amore

Da una ricerca, promossa da “Pasqua Vigneti e Cantine” realizzata attraverso 508 interviste a un campione rappresentativo di Italiani e Italiane tra i 14 e i 45 anni allo scopo di comprendere cosa desiderano maggiormente per il 2012, si evince la propensione a valori tradizionali e concreti, probabilmente per essere rassicurati da emozioni familiari nel brutto periodo che si sta attraversando.

Dalle risposte rilasciate dal panel intervistato da “Pasqua Vigneti e Cantine” pare che gli Italiani tra i 14 e i 45 anni abbiano desideri molto “terreni e concreti”, niente sogni folli o inarrivabili, ma – complice la crisi – si pensa ai “bisogni primari” come una maggiore sicurezza economica per sé e la propria famiglia (39,1%) ottenibile soprattutto attraverso un lavoro stabile (89%), il miglioramento del proprio tenore di vita senza rivoluzionarla (31,5%), l’amore eterno (41%) e mettere su famiglia (62%).

Ovviamente non manca chi sogna grandi avventure (25,4%), vite da star (4,2%) e safari fotografici (15%) ma sono in minoranza rispetto a quelli che vorrebbero comprar casa o vederla comprare a un proprio caro (54,7%) e – per lo più – si tratta di un semplice appartamento (39,9%), non di una villa lussuosa in un’isola esotica (16,5%) o un appartamento in una capitale straniera (9,7%).

Il resto dei desideri che emergono dalla ricerca “Pasqua Vigneti e Cantine” sono ancor più semplici da realizzare:

  • un viaggio (10,8%), magari in qualche localita’ esotica (32,9%) o più semplicemente nelle capitali europee (17,3%), una crociera (19%) o un soggiorno relax presso una beauty farm (13%)
  • un’auto nuova o un nuovo mezzo di locomozione (9,2% di cui il 49,6% ammette di sognare un’auto sportiva, ben il 27,9%, si accontenterebbe di una macchina piccola, il 15,2% di un’utilitaria e il 36,8% si accontenterebbe di una moto o un motorino 36,8%)
  • un animale (2,1% di cui il 62,2% sogna un semplicissimo cane e il 27,2% un gatto)
  • un oggetto hi-tech per la propria casa (2,1%) che può andare dal computer molto potente e possibilmente di grande design (56,2%), all’impianto hi fi (11,3%), al sistema di home theatre (5,3%)
  • o semplicemente la possibilita’ di “dedicare un po’ di tempo a se stessi (20,5%)

Dov’è finito il “popolo di sognatori” desiderosi di avventure e novità? Da tali dati traspare una notevole voglia di normalità e serenità: non si aspira a grandi rivoluzioni, ma a piccole migliorie “che consentano di affrontare il quotidiano in modo più sereno e senza l’ansia di non sapere come arrivare a fine mese”.

Ma tale ricerca non è interessante solo per i risultati che riporta (che peraltro non sorprendono affatto), è importante per il soggetto che l’ha commissionata: non sono i risultati riportati dall’ISTAT o da qualche multinazionale americana, sono dati rintracciati da un’azienda vinicola attraverso un campione di 508 interviste. Sicuramente questa non è una ricerca paragonabile a quelle delle grandi agenzie statistiche, ma altrettanto sicuramente ha una sua validità e – soprattutto – potrebbe essere indizio di un cambiamento di mentalità importante.

Che il termine “ricerca” sia da sempre associato alla parola “sviluppo” non è un caso e si tratta di parametri in cui si dovrebbe investire per uscire dalla stagnante situazione critica attuale: che sia un’azienda privata, sicuramente non tra le più note, a contribuire in tal senso è sicuramente positivo. Investimenti di questo tipo, consapevolezza dello stato attuale e propensione al cambiamento potrebbero permettere agli Italiani di tornare a sognare grandi cose… perché potrebbero contribuire a consentire loro di esaudire i desideri concreti che esprimono per questo 2012.
Pasqua Vigneti e Cantine ha fatto solo un piccolo passo, ma si parte sempre dai piccoli obiettivi per ottenere grandi risultati.

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Posted on: martedì, gennaio 10th, 2012 by alessandra colucci

Categorie: Brand | Comunicazione | Culture | News.

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E’ in atto un vero e proprio cambiamento di paradigma, culturale e di marketing, anche se la strada perché anche le PMI recepiscano i vantaggi di investimenti in ricerca e sviluppo è ancora lunga e irta di miti da sfatare e scetticismo da combattere.

Peraltro una ricerca commissionata non da un grande centro di statistica, ma da una piccola realtà imprenditoriale su un panel specifico può portare alla luce dinamiche ed atteggiamenti che su un campione più “mainstream” sarebbe stato più complesso rilevare.

Da questa ricerca emerge, a mio avviso, un’Italia comunque speranzosa anche se, per ragioni contigenti, focalizzata su valori di pragmatismo e di maggiore prossimità.

10/1/2012 Matteo